zetapunto

La storia di Zetapunto, realtà milanese che dal 2015 propone soluzioni robotizzate per le PMI italiane e internazionali, mostra come il presente sia caratterizzato sempre di più dall’integrazione fra lavoro dell’uomo e quello delle macchine.

Eppure, nell’immaginario collettivo non è sempre stato visto così. Molti cineasti, ad esempio, hanno rappresentato il rapporto fra macchine ed esseri umani come qualcosa di catastrofico, conflittuale, ben lontano da quello che è la realtà odierna, in cui la robotica e l’automazione industriale rappresentano strumenti preziosi per sgravare i lavoratori da mansioni ripetitive, logoranti e poco qualificanti e per aumentare la produttività dell’industria.

LA ROBOTICA DI ZETAPUNTO

I campi di applicazione della robotica sono moltissimi, perché le soluzioni custom-made di Zetapunto sono capaci di rispondere alle più svariate problematiche produttive e soddisfano le esigenze di automazione di differenti ambiti manifatturieri come il cosmetico, il packaging, la meccanica…Ma, soprattutto, sono soluzioni pensate per le PMI che non sempre sostituiscono macchine e linee già esistenti ma, spesso, le integrano e le completano in un processo di evoluzione continuo.

FILIPPO ZECHINI, TITOLARE DI ZETAPUNTO

Filippo Zechini, ceo & founder di Zetapunto in questa intervista ci parla del presente e del futuro della robotica, ma anche dei numerosi ambiti di applicazione di queste macchine (con tanto di esempi già realizzati).

La proposta di Zetapunto si concentra lungo 4 assi: soluzioni custom, integrazioni, asservimento macchine e revamping. Ci può dire spiegare brevemente ciascuna di queste attività?

Zetapunto nasce come integratore di sistemi. Ciò significa che siamo un’azienda che integra e fa dialogare insieme macchine industriali differenti. Non proponiamo macchine a catalogo, bensì insiemi di sistemi, come robot, sistemi di visione, asservimento, mani di presa, che siamo in grado di combinare, rispondendo alle differenti esigenze con soluzioni customizzate chiavi in mano. Con tale premessa, si può meglio comprendere la nostra forza e capacità di operare in settori a prima vista molto diversi fra loro.

Prima di tutto offriamo soluzioni custom, cioè macchine progettate per una specifica attività realizzate insieme al nostro Cliente, il primo conoscitore del processo da automatizzare. Spesso queste soluzioni non possono essere replicabili, in quanto “cucite su misura”.

Nel caso invece di impianti più grandi si parla di “integrazione”, in quanto affianchiamo ai nostri robot macchine di terze parti per lo sviluppo di una linea completa e complessa, andando ad agire sia come capo commessa, sia come subfornitore, a seconda del progetto. Se il Cliente vuole intervenire su proprie macchine già in uso, possiamo realizzare soluzioni di asservimento, soprattutto per sostituire operazioni manuali ripetitive, poco efficienti e alienanti, oppure soluzioni di revamping, recuperando attrezzature già in possesso del Cliente e destinandole a nuovi progetti.

Parlando di integrazione, un esempio nel settore cosmetico arriva dal confezionamento di palette. Ci può spiegare cosa avete fatto e in quali casi integrare un nuovo macchinario in un sistema già esistente può essere la soluzione migliore? 

Nel settore della cosmetica, il confezionamento è una delle tante operazioni che Zetapunto può automatizzare con successo e grande soddisfazione del Cliente. In particolare il confezionamento di palette richiede elevata precisione e ripetibilità e prevalentemente è ancora svolto a mano.

Di recente abbiamo sviluppato un robot in grado di effettuare con precisione ed efficienza lincollaggio, come singolo punto o su più file, e linserimento allinterno delle palette delle cialde, come ombretti, blush, ecc. Queste attività sono comprensive anche di controlli qualità, come il controllo di presenza e centraggio del punto colla, o l’orientamento della cialda, rispetto a un logo o a una scritta, e il controllo di effettivo inserimento della cialda all’interno della palette. Queste soluzioni sono state integrate con macchine etichettatrici e formatrici di astucci per la progettazione di una linea completa di assemblaggio completamente automatizzata.

Zetapunto può fornire sia soluzioni per automatizzare l’intero processo, sia soluzioni che si possono integrare ad automazioni già esistenti
Un lavoro lungo e complesso che ha richiesto anche la collaborazione con fornitori di terze parti e partner tecnologici….

Potenzialmente i settori in cui Zetapunto può operare sono moltissimi, in quanto l’automazione può davvero arrivare dappertutto. Per esempio, abbiamo progettato e realizzato soluzioni per la meccanica, automatizzando l’incollaggio di componenti per l’automotive e realizzando punzonatura tramite robot di fogli in lamiera, o ancora progettando soluzioni per la magnetizzazione tramite robot antropomorfo.

Altro settore in cui siamo specializzati è il packaging, in particolare con soluzioni pick&place, confezionamento e incollaggio di cartone tramite robot. In generale operiamo nei settori più disparati, automatizzando diverse attività. Abbiamo anche esempi di successo nel mondo del pet, con soluzioni robotizzate per il confezionamento di medagliette per animali, nel campo dello sport con l’incollaggio tramite robot di maschere da sci.

Quali sono i campi di applicazione dell’ingegneria Zetapunto?

Gli ambiti in cui operiamo sono la manipolazione di parti e componenti e l’automazione di processi di dosaggio di fluidi nel settore cosmetico, come per esempio per il dosaggio di colla nelle palette.

Cosa proponete nella manipolazione di parti e componenti per l’automazione?

Possiamo parlare di semplici robot di trasferimento dei prodotti tra le linee, oppure di robot di asservimento carico/scarico di macchine che, nel processo di produzione della cosmetica, sono impiegati nel riempimento di flaconi su linee manuali o semi-automatiche, o per applicazioni più spinte di carico di astucciatrici verticali e orizzontali, dove il sincronismo tra robot e macchina è fondamentale.

La manipolazione prevede in primis la scelta della tipologia di braccio robotico e, in generale, dell’automazione per compiere il movimento. Poi, è necessario analizzare approfonditamente il sistema di presa, detto anche mano di presa, che cambia radicalmente in base al tipo di prodotto da movimentare e alla velocità richiesta. Una manipolazione semplice può essere effettuata con una o più ventose, oppure, per una migliore tenuta e per raggiungere velocità più elevate; può essere invece necessaria una pinza pneumatica, o ancora una pinza elettrica, per la manipolazione di prodotti diversi in uno stesso ciclo o per un cambio formato più veloce.

Le variabili in campo sono moltissime. È con la nostra esperienza e il nostro know how che realizziamo le soluzioni migliori che rendono più efficiente ed efficace l’attività produttiva del Cliente, soddisfando le sue aspettative e richieste.

Parliamo dell’altro campo in cui vi state specializzando, l’automazione di processi di dosaggio fluidi. In questo caso, che cosa offrite?

Il termine “dosaggio” include processi molto diversi fra loro, che spaziano in differenti campi d’applicazione: nell’industria dell’illuminazione è necessario dosare il silicone sulle lampade per garantire la tenuta stagna, mentre nel campo sensoristico e dei motori si dosa resina bicomponente per isolare i contatti elettrici saldati. Tali operazioni sono spesso ancora svolte a mano oppure da robot cartesiani a tre assi. Tuttavia, siamo propensi a proporre ai nostri Clienti robot collaborativi, in grado di permettere una maggior flessibilità d’uso e la possibilità di eventuali nuovi impieghi futuri, nei casi in cui l’applicazione dovesse cambiare.

È vero che Zetapunto è in grado di affiancare il cliente nello sviluppo della “Fabbrica Digitale”?

Sì, è così. Per essere considerato 4.0 l’impianto deve soddisfare un certo numero di requisiti, e anche in questo ambito Zetapunto ha sviluppato negli anni l’esperienza necessaria per affiancare il Cliente nell’analisi preliminare sul ritorno dell’investimento.

La fabbrica digitale è un nuovo concetto di fabbrica teorizzato in Germania nel 2011 e introdotto operativamente in Italia nel 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Piano Impresa 4.0. A livello generale, è un piano industriale che mira a incentivare gli investimenti funzionali in nuove tecnologie, con l’obiettivo di produrre un’evoluzione tecnologica.

In termini più operativi il piano punta a una maggior digitalizzazione delle imprese, in particolare su due ambiti: 1) più controllo sulla produzione e maggior attenzione agli sprechi. I processi vengono maggiormente monitorati e si raccolgono più dati riguardante la produzione, con lo scopo di analizzarli e di riuscire a prevenire criticità o individuare sprechi che portano a una mancata produttività; 2) manutenzione preventiva: la disponibilità di maggiori informazioni di produzione permette anche ai costruttori di macchine di avere più dati a disposizione su come le macchine vengono usate, e di conseguenza possono impostare piani di manutenzione programmata. Rispetto alla manutenzione straordinaria, tipica di un guasto improvviso, la manutenzione programmata ha molti meno impatti sulla produttività di un impianto, perché può essere pianificata con anticipo in momenti in cui l’impianto è normalmente fermo e ha costi inferiori per il Cliente.

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Il piano incentiva anche a un maggior impiego di tecnologia e di automazione, per velocizzare i processi e renderli più costanti ma anche per sgravare operatori umani da compiti pesanti, ripetitivi e logoranti, permettendo di impiegarli in operazioni a maggior valore aggiunto. L’incentivo è stato realizzato negli anni passati tramite lo strumento di iper e super ammortamento, che negli ultimi anni e verosimilmente nei futuri si è trasformato in un credito d’imposta che arriva fino al 50% del valore dell’impianto.

I dati del settore automazione parlano di un settore in forte crescita. Conferma questo trend? Quali settori, dalla sua  esperienza, sono maggiormente in ripresa?

Sì, il trend è positivo e c’è ottimismo per ripartire anche se abbiamo Clienti che stanno aspettando l’arrivo dell’autunno per riprendere a investire con convinzione.

Poiché molte operazioni possono essere automatizzate nelle industrie e le attività a mano sono spesso alienanti, ripetitive, logoranti e non così tanto efficienti, noi, in qualità di integratori di sistemi, stiamo ricevendo richieste di automatizzare tali processi dai settori più disparati.

Parlando di mercato italiano, che è quello a cui ci rivolgiamo, stiamo sperimentando questa crescita soprattutto in due settori: la meccanica e la cosmetico-farmaceutico.

Iniziamo dalla meccanica….

Il settore meccanico a cui ci rivolgiamo non è solo quello connesso all’automotive, dove i volumi sono importanti, ma è soprattutto quello legato alle piccole e medie imprese che eccellono nella realizzazione di particolari di qualità anche per lotti ridotti.

In questo settore l’operatore manuale è fondamentale per la flessibilità e la capacità tecnica, ma è una risorsa sempre più rara. Per questo motivo, collaboriamo con diverse aziende che puntano sulla robotica per liberare l’operatore qualificato dalle operazioni di basso livello, come il semplice carico-scarico macchine, in modo da impiegarlo in compiti ad alto valore aggiunto come il set-up di una nuova produzione o la supervisione.

Cosa sta succedendo, invece, nella cosmetica? 

Il settore cosmetico è stato colpito in maniera sbilanciata, in funzione del tipo di prodotto.La necessità di utilizzare la mascherina ha avuto ripercussioni soprattutto sul make-up, in particolare sulla richiesta di prodotti come fondotinta e rossetti, ma ha creato nello stesso tempo maggiore domanda di prodotti per gli occhi, tra cui ombretti e mascara, e di referenze per l’igiene e la farma-cosmetica.

In questo periodo stiamo vivendo il boom del robot collaborativo, che si basa sulla collaborazione fra addetto umano e robot. Questo ci ha portato a progettare e realizzare soluzioni in diversi ambiti che integrassero la necessità di automatizzare quei processi meno efficienti e l’indispensabilità, ancora molto sentita, della mano umana.

Il nostro compito è affiancare il Cliente nella scelta dellautomazione corretta per il proprio processo produttivo. Un robot collaborativo può essere molto affascinante come concetto, ma la sua efficacia in produzione deve essere validata da un’analisi che tenga conto anche di altri parametri come la velocità di produzione, la precisione e la riprogrammabilità. Per questo motivo, le prime fasi di studio e analisi sono fondamentali per proporre al Cliente l’automazione di cui ha veramente bisogno ed è il motivo per cui tra le nostre soluzioni abbiamo diverse architetture di robot industriali, dal collaborativo per la flessibilità ai robot SCARA e delta per applicazioni ad alte velocità.

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Come vede il futuro dell’automazione industriale?

Noi, ovviamente, crediamo moltissimo nella sua crescita e nel suo sviluppo all’interno del tessuto industriale. Dalla mobilitazione dei piccoli componenti all’assemblaggio o asservimento di scatole o di prodotti, l’automazione sta diventando sempre più protagonista nei processi produttivi e di controllo perché dà al lavoratore la possibilità di avere mansioni non logoranti e all’azienda di avere significativi aumenti di produttività. Non solo nella meccanica o nel cosmetico, ma anche in molti altri settori.

Se il trend previsto venisse confermato, questo periodo di post-lockdown potrebbe rappresentare una grande opportunità di crescita per le aziende che riescono a far proprie queste tecnologie, anche grazie al nostro supporto.

Per visualizzare il video dimostrativo di Zetapunto cliccare qui