
Antares Vision Group, multinazionale italiana leader nella tracciabilità e nel controllo qualità, che garantisce la sicurezza dei prodotti e la trasparenza delle filiere attraverso la gestione integrata dei dati, a Cosmopack 2026 presenterà diverse tecnologie dedicate all’industria cosmetica e alla gestione sicura della supply chain internazionale.
Oltre a DIAMIND Connect, la piattaforma software modulare e scalabile per la gestione dei dati lungo la filiera, che consente di assegnare a ogni prodotto una Identità Digitale Unica e garantisce tracciabilità end-to-end, trasparenza e customer engagement, contribuendo alla sostenibilità e alla lotta contro la contraffazione, occhi puntati su LDA – In‑Line Micro Leakage Inspection for Aerosols, una nuova soluzione per il controllo in linea delle micro perdite negli aerosol candidata ai Cosmopack Awards 2026 nella categoria Innovation Technology, dedicata alle soluzioni più innovative del settore.
Spazio anche a Print & Check EVO, soluzione di linea abilitante per la gestione, la stampa e la verifica dei codici seriali, a supporto della qualità e della conformità normativa. Durante la fiera, il team di Antares Vision Group sarà a disposizione per presentare le soluzioni per la tracciatura, a supporto dell’esportazione in Russia: per mantenere l’accesso al mercato russo e proteggere l’integrità del marchio, per le aziende del settore cosmetico è essenziale rispettare i requisiti di marcatura digitale previsti da Chestny ZNAK (il sistema russo dedicato alla tracciabilità digitale e all’anticontraffazione).

La nostra intervista a Carlo Ravelli, Business Owner Cosmetics di Antares Vision Group.
Mancano pochi giorni a Cosmopack 2026: quale sarà il fil rouge delle proposte firmate Antares Vision Group che vedremo in fiera?
Il nostro focus sarà la sicurezza, perché è questo che chiede il mercato. Una sicurezza che si declina su più livelli: qualità costante del prodotto, tutela del brand, controllo della filiera, tracciabilità e capacità di garantire che ciò che arriva al consumatore finale sia coerente con i valori e gli standard promessi dall’azienda. Da un lato, c’è una crescente attenzione verso la protezione del marchio, il contrasto alla contraffazione e il presidio dei canali distributivi, per salvaguardare reputazione, posizionamento e valore del prodotto. Dall’altro, le aziende sentono sempre più l’esigenza di assicurare continuità qualitativa, perché nel beauty la fiducia del consumatore si costruisce anche sulla costanza dell’esperienza d’uso.
Parlando ancora di sicurezza, è vero che il mercato la considera un obiettivo a più livelli, ma anche un processo misurabile e governabile? Che cosa implica tutto questo?
Oggi, il mercato chiede anche che la sicurezza non sia solo un obiettivo, ma anche un processo misurabile e governabile. Questo significa poter contare su soluzioni capaci non solo di individuare eventuali criticità, ma anche di generare dati, migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi e rendere più tempestivi gli interventi lungo la linea e lungo la filiera.
In sintesi, il settore cosmetico cerca tecnologie che trasformino la sicurezza in un valore concreto: protezione del brand, qualità verificabile, tracciabilità e controllo operativo.

Tra le novità che presenterete quest’anno c’è LDA: una soluzione per il controllo in linea delle micro-perdite con ispezione al 100% senza fermare la produzione. Ci può spiegare come funziona?
L’aspetto più innovativo di LDA – Leak Detection for Aerosol è l’applicazione in linea del metodo “sniffing” tramite spettroscopia a infrarossi (IR) per il rilevamento delle micro-perdite, con ispezione al 100% della produzione e senza rallentare la linea.
Si tratta di un vero salto tecnologico rispetto al tradizionale hot water bath, che per anni ha rappresentato il metodo più diffuso per il controllo delle perdite negli aerosol. In quel caso, infatti, il rilevamento si basa sull’osservazione visiva delle eventuali bolle d’aria, quindi su una valutazione per sua natura soggettiva, oltre che su tempi tecnici legati all’equilibrio termico del contenitore. Con LDA, invece, il controllo diventa analitico, oggettivo e digitale.
Quali sono gli altri aspetti innovativi di questa tecnologia?
Un altro elemento distintivo è la capacità del sistema di operare alla velocità della produzione, senza richiedere fermate o rallentamenti, con un ingombro estremamente ridotto rispetto alle tradizionali vasche d’acqua calda e ai relativi sistemi di asciugatura. Questo significa una più semplice integrazione nelle linee esistenti e una gestione più efficiente degli spazi in stabilimento.
L’innovazione, inoltre, non riguarda solo il rilevamento della perdita, ma anche la lettura del processo. LDA è in grado di individuare con precisione l’area critica da cui origina la perdita — per esempio valvola, crimpatura o giunzione — e di restituire un feedback immediato, utile per interventi di manutenzione mirata e per l’ottimizzazione della linea.
A questo si aggiunge una forte vocazione alla digitalizzazione industriale: il sistema è predisposto per l’integrazione Industria 4.0, tramite protocollo OPC-UA e archiviazione automatica dei dati di produzione, rendendo il controllo non solo più efficace, ma anche pienamente tracciabile.
Infine, LDA si distingue per la sua versatilità applicativa: è utilizzabile su diversi tipi di contenitore — acciaio, alluminio, vetro o plastica — e può rilevare differenti tipologie di propellenti, inclusi idrocarburi come GPL, propano e butano, oltre alla CO₂. Questo lo rende una soluzione particolarmente interessante per un settore come quello cosmetico, dove efficienza, sicurezza e costanza qualitativa devono convivere con ritmi produttivi elevati.

Chiudiamo con una riflessione sul 2025 e sulle aspettative per il 2026…
Il 2025 è stato per noi un anno di consolidamento e di evoluzione. Da una parte abbiamo rafforzato le sinergie con i partner storici; dall’altra abbiamo osservato con grande attenzione i cambiamenti del mercato, per affinare ulteriormente la nostra proposta di valore e renderla sempre più aderente alle esigenze reali delle aziende cosmetiche.
È stato un anno di investimenti mirati, sia sul piano tecnologico sia su quello strategico, con l’obiettivo di costruire basi solide per la crescita futura. In questo percorso abbiamo lavorato per valorizzare ancora di più i temi che oggi sono centrali per il settore: integrità del prodotto, qualità di processo, tracciabilità e protezione del brand.
Per il 2026 ci aspettiamo un mercato sempre più orientato verso soluzioni in grado di coniugare controllo, dati e integrazione industriale. La nostra ambizione è continuare a essere un partner di riferimento per le aziende cosmetiche che vogliono proteggere il proprio brand e allo stesso tempo aumentare efficienza, affidabilità e capacità di lettura dei processi attraverso tecnologie avanzate.
























