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Nella profumeria selettiva il beauty ha chiuso il 2020 con un -23%. La flessione ha coinvolto tutti gli assi ed in particolare il make-up e le fragranze, che da soli valgono quasi il 70% delle vendite del canale. A pesare sul risultato anche gli incassi del periodo natalizio, da sempre un momento d’oro per la vendita dei profumi, non all’altezza degli anni precedenti. Una situazione simile a quanto successo anche in GDO.

Il ritrovato tempo a disposizione per la cura di sé e la necessità di lenire arrossamenti e irritazioni legate all’uso prolungato delle mascherine hanno permesso allo skincare di reggere meglio la sfida della pandemia e di chiudere con una flessione del -19%.

Il dato di chiusura segna un miglioramento di 10 punti percentuali rispetto ai dati del I° semestre. Un dato che non può che essere di buon auspicio per il futuro. Non appena c’è stato un allentamento nelle misure restrittive e gli esercizi hanno potuto riaprire, seppur con modalità ben diverse rispetto a prima, la voglia di prendersi cura di sé, di piacere e piacersi e, perché no, di concedersi qualche piccolo lusso quotidiano, è tornata a farsi sentire prepotentemente. Non solo. Anche le vendite online si sono rivelate un importante asso nella manica nei mesi della pandemia e uno strumento strategico anche per il futuro. Peccato solo che, nel mondo della profumeria selettiva, non siano ancora appannaggio di tutti i player. Urge correre ai ripari.

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Francesca Comis, NPD Group

Abbiamo commentato i dati di chiusura insieme a Francesca Comis, senior manager beauty The NPD Group, società di ricerca leader nel campo delle ricerche panel per il canale profumeria.

È vero che c’è stata una ripresa del beauty nel secondo semestre?

Sì, potremmo dire che “abbiamo contenuto” i danni. Il mercato beauty della profumeria selettiva in Italia, dopo un  primo semestre decisamente negativo, grazie al ridimensionamento delle restrizioni messe in atto dal governo per far fronte all’emergenza, ha contenuto le perdite chiudendo l’anno con un decremento del fatturato, prezzi al pubblico, pari al -23%. È un valore importante, questo è sicuro, tuttavia meno negativo di oltre 10 punti rispetto alla chiusura del primo semestre.

Le perdite del 2020 a quanto ammontano?

Il giro d’affari delle profumerie selettive di prodotti beauty è stato pari a 1,5 Miliardi di Euro con una perdita secca di quasi 500 mln di euro rispetto al 2019. Le perdite ovviamente si sono concentrate sul canale fisico, mentre le vendite on line hanno parzialmente compensato la flessione del canale Brick & Mortar grazie ad una accelerazione che ha portato a  raddoppiarne il giro d’affari rispetto all’anno precedente.

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Le fragranze, che rappresentano la parte più consistente del mercato con un peso del 46%, hanno chiuso il 2020 con una riduzione del giro d’affari del -21% rispetto allo scorso anno.
Parliamo delle vendite online: un fenomeno esploso nel 2020. Quali sono stati i numeri registrati nella profumeria?

Il canale virtuale ha raggiunto la quota dell’8% rispetto al totale venduto di prodotti beauty nel canale profumeria. Non è tutto. La sua portata potrebbe aumentare ancora se consideriamo che non tutti i retailer monitorati hanno attivato questo canale di vendita.

Com’è andata negli altri paesi dell’Eurozona?

La situazione non è molto diversa rispetto a noi. Hanno fatto meglio dell’Italia solo la Francia e la Germania, favorita da un periodo di lockdown inferiore, mentre UK e Spagna hanno fatto registrare tassi di decremento leggermente superiori ai nostri.

In tutti i Paesi il secondo semestre è stato decisivo per recuperare (almeno parzialmente) le vendite dell’intero anno. 

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Trend più negativo per il make-up, che ha chiuso con una perdita del -34% pari a 167 mln di Euro.
Quali categorie di prodotti hanno tenuto di più?

Come già evidenziato dopo la chiusura del primo semestre, lo skincare si conferma la categoria che ha tenuto meglio, con un -19% finale 2020 vs 2019. I prodotti per la cura viso e corpo hanno infatti  beneficiato dell’incremento della beauty routine soprattutto nel periodo del lockdown. Sottolineerei anche le buone performance dei prodotti specifici per capelli, che hanno incrementato il loro giro d’affari rispetto allo scorso anno con un tasso di crescita pari al +2%.

Trend simile per le fragranze che rappresentano la parte più consistente del mercato con un peso del 46%, che hanno chiuso il 2020 con una riduzione del giro d’affari del -21% rispetto allo scorso anno. La categoria aveva iniziato a recuperare subito dopo il primo lockdown di marzo. Purtroppo però la seconda ondata di ottobre della pandemia, che ha costretto il governo a promuovere nuove misure restrittive, ha impattato negativamente sulla stagione natalizia, molto importante soprattutto per le vendite di profumi. Le settimane di dicembre, infatti, coprono il 25% delle vendite annue.

Trend più negativo per il make-up, che ha chiuso con una perdita del -34% pari a 167 mln di Euro. L’Italia, insieme a UK è il paese in cui l’incidenza delle vendite dei prodotti per il trucco è più elevata. La categoria infatti rappresenta il 21% del giro d’affari del Beauty.

Stessa sorte è toccata anche ad altri paesi dell’Eurozona, eccezion fatta per la Germania per le ragioni che abbiamo visto prima.

All’interno del comparto trucco ci sono state delle differenze nelle performance dei vari prodotti?

Sì, i prodotti make-up hanno avuto un andamento disomogeneo tra loro. I più penalizzati sono stati i Lip che hanno subito un dimezzamento del fatturato rispetto allo scorso anno, mentre hanno tenuto meglio il trucco occhi ed in particolare il mascara, in flessione del 19%, ben al di sotto quindi della media dell’asse, e i prodotti per unghie in flessione del 20%.