Il settore delle materie prime cosmetiche sta vivendo profonde mutazioni. Secondo l’Istituto di Ricerca Preference Research, il mercato, valutato 37,61 miliardi di dollari nel 2025, dovrebbe arrivare a superare i 65 miliardi di dollari nel 2035. Un settore in buona salute, anche se non mancano le difficoltà.
Ulysse LARDY “La crescita risente del contesto geopolitico, dei cambiamenti delle legislazioni (SVHC nell’UE) e delle recenti controversie (scandalo sull’efficacia dei prodotti solari che ha scosso l’Australia alla fine del 2025)“, spiega il cosmetologo Ulysse LARDY.
In termini di trend, se naturalità e sostenibilità si danno ormai ‘quasi per scontate’ (attenzione, però, a supportare i claim con dati scientifici e certificazioni, come analisi del ciclo di vita delle materie prime, sul carbon footprint e sul livello di inquinamento del processo produttivo, etc.), continua l’avanzata dei prodotti ibridi, delle texture trasformative e dei processi biotecnologici per la produzione di ingredienti.
Il vivo interesse per la skincare coreana si riflette nella crescente presenza agli eventi internazionali di settore di fornitori coreani e di una “coreanizzazione” delle materie prime.
EMULSIONANTI E SURFATTANTI
Il cosmetologo individua, poi, tendenze specifiche che interessano le diverse classi di ingredienti e di materie prime: “Per quanto riguarda gli emulsionanti nello skincare e nel make-up, le aziende puntano sempre di più su molecole ibride peg-free per andare al di là di “semplici” emulsionanti poliglicerilici lineari. Come dimostra il nuovo ISOLAN DISPERPLUS di Evonik, biogenico e biodegradabile, che offre una versatilità sia sulla parte emulsionante che la parte bagnante dei pigmenti”.
“Nel mondo dell’igiene corpo e capelli, sul fronte dei surfattanti studi sui soforolipidi sono stati realizzati ad esempio da Speck-care per sostituire surfattanti tradizionali, come l’HC401 e l’HV201. All’ultima edizione di Cosmet’agora, che si è tenuta a Parigi dal 13 al 14 gennaio, BASF ha presentato Dehyquart S18, un agente condizionante facilmente biodegradabile che unisce un’elevata efficacia a una migliore compatibilità ambientale, valido sostituto degli ammoni quaternari“.
Un attivo, aggiungiamo noi, che riflette la visione Beyond Beauty celebrata dall’azienda: un concept formulativo che celebra l’unicità e l’espressione di sé nel settore cosmetico e che mette in risalto soluzioni ibride e multi-categoria ed esperienze sensoriali uniche, in linea con le esigenze dei consumatori.
OLII E SILICONI
“Mentre per olii e siliconi continua la ricerca di alternative e si evidenziano novità interessanti come il nuovo range di “alcani bianchi” di Sonneborn (Sonnenatural Fluidity 40P)- prosegue Lardy -. Cresce l’interesse verso pigmenti trattati con rivestimenti non siliconici, come ColorGLAM® di Roelmi HPC, un esempio di perfetta sinergia tra alte prestazioni ed economia circolare. Questi pigmenti rivestiti sono funzionalizzati con Tripelargonina, un estere ultraleggero e sostenibile derivato da processi di upcycling“.
Il valore aggiunto di questi pigmenti risiede nell’affinità lipofila avanzata fornita dal rivestimento fisico, che consente ai pigmenti di integrarsi perfettamente nella fase oleosa. Questa innovazione garantisce un processo di formulazione senza sforzo, offrendo al contempo colori vivaci e brillanti con un tocco superiore e leggero.
Mentre l’ibridazione tra skincare ed haircare si riflette anche nella domanda di claim che fanno riferimento alla cura dei capelli e al benessere del cuoio capelluto, nel make-up e nello skincare cresce la popolarità di esosomi, PDRN (Polidesossiribonucleotide, un ingrediente molto diffuso nella K-beauty e nella medicina estetica per riparare la pelle) e di attivi relativi che puntano sulla longevità, come Chronoglow di Givaudan o Senocelltec di Mibelle.