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I trending topics della medicina estetica

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Beauty and skin care. Close up portrait of beautiful woman looking in mirror and touching her clear glowing face, standing over white background.
 

Il leitmotiv e il nuovo standard di lusso nell’estetica è quello del ‘less is more’, preceduto da un approccio diagnostico sostenuto da una valida base scientifica e con risultati naturali. Niente bellezze artefatte, a ma un’immagine fresca, naturale, magari con qualche anno in meno. E in questo scenario in pieno fermento, si accendono i riflettori sul 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica 2026 (Roma, 15-17 maggio). 

Nel mondo della medicina estetica, tra i temi più caldi e di tendenza, figurano: 

Medicina Rigenerativa

Il cambiamento più significativo nel 2026 è l’allontanamento dall’uso dei filler a base di acido ialuronico esclusivamente per dare volume, spostandosi verso la medicina rigenerativa. I pazienti desiderano trattamenti che stimolino la pelle a ‘lavorare’ meglio, anziché limitarsi a riempire un vuoto. I protagonisti principali includono i polinucleotidi (bio-stimolatori iniettabili che attivano la produzione di collagene ed elastina), gli esosomi (terapie di segnalazione cellulare che favoriscono la riparazione dei tessuti), l’acido polilattico (iniettabile che stimola la produzione di collagene) e le terapie autologhe come il Plasma arricchito in Piastrine e le cellule staminali del tessuto adiposo.

Risultati ‘Invisibili’ & Micro-Trattamenti

Il trend dell’Instagram Face è decisamente in calo; il nuovo must sono invece i ‘tweakments’ (micro-trattamenti). “L’obiettivo ora è l’invisibilità del trattamento (ma non certo dei risultati): i pazienti cercano micro-trattamenti o piccole dosi di tossina e skin booster che mantengano la mobilità del viso, concentrandosi sulla qualità della pelle, texture, elasticità e luminosità, piuttosto che modificare la struttura facciale – spiega il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIMERicordo che il risultato in medicina estetica non deve essere riconosciuto. Deve solo correggere i difetti senza cambiare la unicità della struttura del volto”.

Professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME
Ozempic face e body

Il successo dei farmaci dimagranti basati sul GLP-1 sta cambiando le regole del gioco. Non solo sulla bilancia, ma anche davanti allo specchio. Il viso appare più scavato, gli zigomi meno pieni, lo sguardo un po’ più stanco, la linea della mandibola meno definita e ‘cadente’. Non sono effetti legati all’invecchiamento, ma ad una rapida perdita di volume. Si fa strada una nuova categoria di pazienti che necessitano di trattamenti rigenerativi e di ripristino del volume del viso. I filler dermici a base di acido ialuronico sono una delle soluzioni più gettonate, perché, riempiendo zigomi, tempie e solchi, restituiscono al volto armonia in modo rapido, naturale e non invasivo, coadiuvati in questo da un sapiente uso del Botox. Ma accanto a questi, stanno prendendo piede i trattamenti di skin tightening non invasivo che stimolano il collagene (laser, radiofrequenze) e di biostimolazione per migliorare la qualità della pelle e ridarle tono, senza passare dal bisturi. Una richiesta in aumento, in particolare quella dei filler a base di acido ialuronico, che si pone in netta controtendenza con quanto osservato negli ultimi anni in medicina estetica, la cosiddetta filler fatigue, cioè la fuga dalla dittatura delle punturine ad oltranza che spesso portava ad un aspetto ‘gonfiato’ e poco naturale di zigomi e altre parti del volto.

Oggi ci troviamo di fronte a una platea molto ampia di pazienti che perdono 10-15 chili in tempi decisamente molto rapidi, senza dare ai tessuti il tempo necessario per rispondere a questo cambiamento. Per questo motivo stiamo cercando di modulare le terapie di medicina estetica rispetto a questa nuova situazione, con risultati decisamente incoraggianti. L’ideale sarebbe comunque accompagnare questi pazienti lungo tutto il percorso di dimagrimento, intercettandoli fin dall’inizio, così da aiutare la cute a rispondere nel modo migliore alla perdita di peso”, commenta Bartoletti. 

Trattamenti Guidati dall’Intelligenza Artificiale

Strumenti diagnostici basati su IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente.

Evoluzione delle Neurotossine

Anche il mercato delle neurotossine sta evolvendo e segmentando sempre più in base alla durata, con opzioni che vanno da 2–3 settimane fino a 6 mesi. “Questo permette di disegnare nuove strategie per trattamenti personalizzati – sottolinea Bartoletti – Tra le novità, le neurotossine a durata ultra-breve (come il TrenibotulinumtoxinE), ideali per pazienti alla prima esperienza e per un trattamento delicato”.

Combinazione di Trattamenti (Treatment Stacking)

Sono sempre più lontani i tempi ‘una singola soluzione per ogni problema’. “Oggi la medicina estetica è sempre più orientata verso una combinazione di terapie – spiega Bartoletti – In gergo si parla di Treatment Stacking, ovvero di trattamenti ‘impilati’ uno sull’altro, come preziosi anelli su un unico dito. Diverse terapie vengono stratificate per agire simultaneamente su più livelli del tessuto; ad esempio, il micro-needling a radiofrequenza per la texture superficiale, combinato con bio-stimolatori o ultrasuoni focalizzati per ottenere un miglioramento strutturale ritardando l’indicazione alla chirurgia o cercando di mantenere più a lungo possibile un risultato chirurgico”.

Influenza della K-Beauty

L’estetica coreana sta ridefinendo gli standard di cura della pelle con trattamenti (anche in questo caso) stratificati, per dare risultati luminosi e ‘glass-skin’. Una filosofia beauty basata su prevenzione e mantenimento, piuttosto che su procedure aggressive isolate.

Estetica Maschile (‘Brotox’)

I pazienti uomini rappresentano un pubblico in rapida crescita negli studi di medicina estetica, negli Usa, come in Italia. Uno dei trattamenti più di tendenza in questo campo è il ‘Brotox’, termine nato dalla fusione di bro e botox. Nell’uomo il protocollo viene personalizzato per evitare l’effetto ‘bloccato’, puntando su rughe della fronte e della glabella (le cosiddette rughe del pensatore) con dosaggi più contenuti per preservare un’espressività autentica.

Trattamenti Guidati dall’Intelligenza Artificiale

Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente”, conclude Bartoletti.