Spirulina Becagli, elisir di bellezza dal cuore della Toscana

spirulina
Teresa e Tommaso Becagli

 

La spirulina è il superfood che vale la pena di (ri)scoprire. Tra le fonti proteiche vegetali più complete che esistano (fonte: Circular No. 1034 della FAO, release scientifica internazionale tra le più autorevoli sull’argomento) – le proteine rappresentano tra il 59 e il 65% del suo peso secco  e il tasso di digestione è superiore all’85%, più della soia, più delle arachidi, più di qualsiasi cereale – nonchè ricchissima di altre preziose sostanze benefiche come la ficocianina (l’antiossidante che le dà quel colore inconfondibile), le vitamine del gruppo B, il ferro, il magnesio e gli acidi grassi essenziali, la spirulina, microalga azzurro-verde tra gli organismi fotosintetici più antichi del pianeta, negli ultimi anni è diventata uno degli integratori più cercati da chi vuole supportare la propria alimentazione in modo naturale. Apprezzata sin dall’Antichità per le sue molteplici virtù, dagli Atzechi, che la raccoglievano dal lago Texcoco,  era chiamata tecuitlatl, “cibo degli dei”. Di recente il Codex Alimentarius FAO/WHO ha avviato un processo di standardizzazione internazionale per la spirulina essiccata, riconoscendola formalmente come ingrediente alimentare con criteri di qualità da definire a livello globale.

SPIRULINA BECAGLI, DAL CUORE DELLA TOSCANA

Forse quello che non tutti sanno è che non occorre andare lontano per trovare questo elisir di lunga vita. Anche a Grosseto, nel cuore della Maremma toscana, c’è una fattoria agricola biologica che coltiva la spirulina con le stesse logiche di cura e attenzione che si riservano alle colture tradizionali. All’interno della Fattoria San Lorenzo, 480 ettari di coltivazioni biologiche certificate nella campagna grossetana, gestiti dal gruppo familiare Site Holding insieme a strutture ricettive, stabilimenti balneari e attività di investimento in ambito food e tech, dal 2016 la famiglia Becagli, nota realtà imprenditoriale toscana guidata da Teresa e Tommaso Becagli, coltiva la spirulina. 

“Il mio obiettivo era prendere un prodotto di per sé straordinario e renderlo eccellente. La Maremma ci dà il sole e l’aria giusta, noi ci abbiamo aggiunto cura quotidiana, attenzione e rispetto per ogni fase della coltivazione, racconta Tommaso Becagli, CEO di Site Holding.

Una scelta che va nella direzione di promuovere un prodotto del territorio, una coltura locale a filiera corta, che preserva il territorio e i naturali tempi di essicatura della pianta. Un approccio in netta contro tendenza con quanto avviene  comunemente in Asia, da dove arriva buona parte della spirulina venduta in Italia e dove la produzione avviene in vasche a cielo aperto e l’essiccazione è rapida, ad alte temperature. Un processo industriale che può compromettere il profilo nutrizionale e rendere difficile garantire l’assenza di contaminanti, metalli pesanti, pesticidi, microrganismi, lungo una filiera che percorre migliaia di chilometri prima di arrivare sullo scaffale.

Completamente diverso, invece, l’approccio adottato dalla Famiglia Becagli per produrre la sua spirulina.

La spirulina Becagli cresce, infatti, in vasche chiuse all’interno di serre automatizzate, con temperatura, esposizione solare e areazione monitorate ogni giorno. La raccolta è automatizzata, nessun contatto manuale con il prodotto. L’essiccazione avviene a circa 40°C per 8 ore: lenta, delicata, per mantenere intatte proteine, vitamine e composti bioattivi. Ogni lotto viene analizzato da un laboratorio accreditato esterno. Il prodotto è certificato biologico, senza additivi, pesticidi o conservanti. 

Un prodotto coltivato con cura, passione, rispetto per il territorio e i cicli biologici, dove la filiera può essere seguita passo dopo passo, rappresenta una risposta concreta al mutato approccio, più consapevole e informato, dei consumatori con ciò che mangiano e ciò che assumono: vogliono sapere come è fatto, dove nasce, chi lo controlla. La spirulina di una fattoria maremmana risponde esattamente a questa domanda.

“I consumatori oggi chiedono di sapere cosa c’è in un prodotto e da dove viene. La filiera corta non è solo un vantaggio ambientale: è una forma di trasparenza e questo vale ancora di più quando si parla di qualcosa che si integra nella propria alimentazione ogni giorno”, osserva Tommaso Becagli. 

Un prodotto che risponde pienamente alla crescente domanda del mercato. Secondo il Global Wellness Economy Monitor 2025 del Global Wellness Institute, l’economia globale del benessere ha raggiunto 6,8 trilioni di dollari nel 2024, con il segmento della nutrizione sana tra i comparti a crescita più stabile negli ultimi cinque anni. In Italia, Integratori & Salute (Unione Italiana Food) certifica che il mercato degli integratori ha superato i 4,5 miliardi di euro, confermando il nostro Paese come il primo mercato europeo di settore, con il 26% delle vendite continentali.