Economia circolare: le nuove norme ISO 59000

circolare

In un mondo ideale l’Earth Overshoot Day, il giorno che virtualmente definisce l’esaurimento di tutte le risorse che il nostro pianeta è in grado di rigenerare nel corso di un anno, dovrebbe coincidere con il 31 dicembre, ma questa data invece cade sempre prima. Questo significa che stiamo consumando molte più risorse di quelle che la Terra riesce a generare. Non solo. Come spiega, Marco CATALDI, Circular Economy Manager di BUREAU VERITAS ITALIA – Società Benefit, oltre al tema ambientale, c’è anche un aspetto sociale della sostenibilità: “Se non riusciamo ad invertire questo trend, sicuramente tra qualche anno avremo problemi concreti di disponibilità di materiali. I dati ci dicono che oggi sfruttiamo le risorse che fornirebbero 1.6 pianeti Terra. Quindi, in altre parole, ci stiamo indebitando col nostro pianeta. E non è tutto. Ci sono Paesi fortemente industrializzati, come il nostro, che sfruttano le risorse in maniera eccessiva e Paesi, come quelli in via di sviluppo, che hanno un minimo impatto sulle risorse e questo porta con sé anche un tema di disparità e di ingiustizia sociale”.

DAL MODELLO LINEARE A QUELLO CIRCOLARE

E’ chiaro che il nostro attuale modello economico non è sostenibile. Tuttavia, per i consumatori, per le organizzazioni, per le aziende, non è facile ridurre i propri impatti. Lo si nota anche nel quotidiano quando, per esempio, si va a fare la spesa. Si cercano prodotti più sostenibili, con packaging che impattano meno, con contenuti di riciclato o con materiali rinnovabili, ma non sempre è facile trovare questi prodotti sugli scaffali, o la comunicazione risulta poco trasparente (greenwashing) con il risultato di generare sfiducia nei consumatori. Organizzazioni e aziende hanno un ruolo cruciale nel favorire il passaggio da un’economia di tipo lineare a un’economia circolare.

Ma che cos’è un’economia lineare?
Marco CATALDI, Circular Economy Manager di BUREAU VERITAS ITALIA – Società Benefit

È il nostro attuale modello economico ed è basato sul flusso ‘take, make, dispose’ cioè ‘prendi, utilizza, getta’ – prosegue Cataldi -. E’ un’economia che prevede un uso illimitato delle risorse e che genera una serie di impatti negativi sull’ecosistema e che ha un forte impatto sia nella disponibilità che sul prezzo delle materie prime. Occorre passare ad un’economia rigenerativa, cioè ad un modello economico pensato per potersi rigenerare da solo, in cui si minimizza l’input di materie prime vergini e l’output di rifiuti”.

Il passaggio ad un modello circolare implica una serie di azioni come l’eco-progettazione, la raccolta, il riutilizzo, il riciclo, la riparazione etc, che permettono di ridurre la produzione di rifiuti e gli impatti sull’ambiente. È fondamentale applicare questo modello a tutto il ciclo di vita del prodotto o servizio, quindi a partire dalle materie prime fino alla fase di produzione, di trasporto, di distribuzione, consumo finale e infine gestione dei rifiuti. Una fase critica del modello di tipo circolare è quella dell’eco-design. “Significa considerare già in fase progettuale alcuni aspetti del prodotto/servizio legati ai temi dell’economia circolare: come questo prodotto potrà essere riparato, riutilizzato, sui pezzi di ricambio che dovrò mettere sul mercato, sulla tipologia di materiale da utilizzare per favorire il riciclo e il recupero… Un passaggio chiave, se consideriamo che nella fase di eco-design si determina circa l’80% dell’impatto del mio prodotto o servizio a fine vita”.

circolare

Perché è importante parlare di economia circolare con un approccio multi-livello che interessa il packaging, il prodotto, l’energia utilizzata, la riparabilità del prodotto e il fine vita?Per rispondere alle esigenze delle parti interessate, siano queste clienti, investitori o la comunità. Per anticipare la compliance, sia quella definita a livello nazionale o europeo, ma comunque cogente, sia quella definita dalle normali pratiche industriali e dalla competitività del mercato. E infine, per aprirsi a nuovi percorsi di business ed essere più competitivo rispetto ai competitor”.

DALLA UNI 11820 AL NUOVO PACCHETTO DI NORME ISO 59000

Il tema dell’economia circolare può essere declinato in varie tematiche. C’è ad esempio il tema del contenuto di riciclato nei prodotti e nel packaging. C’è il tema dei materiali di origine biogenica,  pensiamo ad esempio ai sacchetti fatti a partire dal mais che vengono utilizzati per fare la spesa.

È sicuramente un tema universale che interessa ogni organizzazione, seppure con sfaccettature diverse. Un tema che ad oggi non era ancora sufficientemente disciplinato da norme specifiche, quindi c’era molta incertezza su principi, termini, definizioni, strategie da applicare etc.

Spiega Marco Cataldi: “Esistevano schemi di certificazione che ci permettevano di valorizzare e certificare aspetti molto puntuali, come ad esempio le norme sul contenuto di riciclato, ma mancavano delle norme con una visione più olistica, che aiutassero le organizzazioni a capire questo tema e le sue diverse interazioni. Un primo step è stato fatto con la pubblicazione della UNI 11820:2022, che è una norma che permette di misurare e quantificare le performance di circolarità e che definisce un set di indicatori, grazie ai quali un’organizzazione può calcolare e successivamente far verificare da un ente, il suo livello di circolarità, quindi le sue performance di circolarità. E’ una norma che aiuta le organizzazioni a capire dove agire e con quale priorità”.  

circolare

Poche settimane fa, il Technical Committee ISO/TC 323 (“Circular Economy”) ha reso disponibili le prime norme della serie ISO 59000, ovvero il “pacchetto” di norme ISO per l’economia circolare. Ad oggi sono state pubblicate le prime quattro – la ISO 59004, la 59010, 59020 e 59032 – ma l’ente di normazione è già al lavoro per altre norme che verranno pubblicate in seguito. La 59004 offre una visione su termini, definizioni, principi, strategie. La 59010, che viaggia insieme alla 59032, dà informazioni più dettagliate e concrete per la transizione dei modelli di business, infine la 59020 stabilisce linee guida per misurare e valutare le prestazioni di circolarità utilizzando indicatori standardizzati, garantendo coerenza e verificabilità dei risultati.

LE ISO 59000

La prima norma, la ISO 59004, è quella che fornisce termini e definizioni chiave. Dal momento che su queste tematiche ci sono termini, definizioni, concetti sui quali fino a poco tempo fa c’era molta incertezza, avere uno standard ISO che definisca in maniera chiara, puntuale, non dico tutti, ma la maggior parte dei termini e delle definizioni che noi usiamo in questo settore, è fondamentale. In aggiunta, la 59004 ci dà anche una visione e una definizione di macro principi legati al tema dell’economia circolare e ci offre una guida pratica per implementare strategie sostenibili per l’organizzazione. La seconda norma invece, la ISO 59010, dà informazioni e indicazioni più dettagliate per quanto riguarda la transizione dei modelli di business e delle reti dei valori verso la circolarità, andando in qualche modo a supportare le organizzazioni nel ripensare le loro strategie aziendali. A differenza delle altre tre norme, la ISO 59032 è un rapporto tecnico che va ad integrare la 59010. Delle quattro, sicuramente una delle più interessanti è la ISO 59020, perché definisce linee guida e le metodologie per misurare e valutare le prestazioni di circolarità, quindi definisce in maniera simile (ma non uguale) alla 11820 degli indicatori che l’organizzazione può utilizzare per calcolare e valutare le sue performance di circolarità, garantendo coerenza e verificabilità dei risultati”.

Perché per un’azienda è importante valutare le prestazioni, le performance di circolarità? Perché in questo modo può capire dov’è più forte/debole e dove possiede dati di qualità sufficienti a fare delle valutazioni. Non solo. Le 59000 sono norme che aiutano a capire quando un dato può essere utilizzato, cioè quando è di qualità, e quando invece non è abbastanza forte da giustificare una rendicontazione. Una volta che l’azienda ha questi elementi, può delimitare il perimetro all’interno del quale fare il calcolo e all’interno di quel perimetro, può poi applicare tutta una serie di considerazioni legate al tema dell’economia circolare.