
ALL’ORIGINE DI NOUBA
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il talk è la genesi del brand: NOUBA nasce quasi 50 anni fa da un’intuizione ancora attualissima: il colore come linguaggio dell’identità.
«La nascita di Nouba è una storia che amo molto raccontare perché, in qualche modo, contiene già tutto il DNA del brand”, esordisce Mariangela Pangia, CEO di NOUBA. “Il marchio nasce a Milano nel 1978 dall’intuizione di una make-up artist, Rosy Armanini, e da un viaggio in Africa. Rosy rimane profondamente colpita dalla forza espressiva del colore e dal valore simbolico che assume presso le tribù Nouba. Da quell’incontro nasce il nome del brand e soprattutto un’intuizione molto moderna per quegli anni: il colore non serve solo a decorare un volto, ma può diventare un linguaggio attraverso il quale esprimere la propria identità. E trovo molto bello che la storia di un brand profondamente italiano inizi proprio dall’incontro con un’altra cultura. Perché, se ci pensiamo, anche questo è profondamente italiano: siamo una cultura mediterranea, da sempre attraversata da persone, saperi e linguaggi differenti. Abbiamo una straordinaria capacità di accogliere, interpretare e trasformare. Quasi cinquant’anni dopo, quella stessa apertura continua a essere parte della nostra identità».
(QUASI) 50 ANNI DI STORIA
Nel 2028, il brand festeggerà 50 anni. La sua forza, in questi anni, è stata quella di essere riuscito a crescere, reinventarsi, rispettando il proprio heritage. Detto in altre parole: ha saputo evolvere senza diventare irriconoscibile, senza abbandonarsi alla tentazione di inseguire costantemente ciò che è nuovo. Perché il modo più vitale di custodire un’eredità non è conservarla immobile, ma continuare a farle generare futuro.
«Quando si eredita una storia di quasi cinquant’anni, la tentazione può essere duplice: conservarla gelosamente oppure pensare che, per essere contemporanei, occorra rompere con il passato. Noi abbiamo scelto una terza strada – prosegue Mariangela -. Siamo tornati alle ragioni profonde per cui NOUBA è nata: la cultura del colore, la competenza formulativa, l’approccio professionale al make-up, la libertà espressiva. E ci siamo chiesti come potessero parlare alle persone di oggi. Per me, l’heritage non è un archivio. È una materia viva. Ha valore se siamo capaci di trasformarlo in innovazione, prodotto, esperienza e linguaggi contemporanei. Ed è esattamente quello che stiamo facendo oggi: una nuova identità, un importante piano di innovazione prodotto, un dialogo sempre più stretto con il fashion system e una nuova fase di sviluppo internazionale”.

Fortissimo è anche il legame con la Moda. Lo dimostrano la sua storia, ma anche i tanti eventi di cui è stato protagonista in questi mesi. A Cannes, insieme a Chopard, ha celebrato l’incontro tra make-up, haute couture e alta gioielleria. A Parigi, con Rahul Mishra, si è confrontato con una cultura artigianale indiana straordinaria, fondata sulla memoria e sul sapere della mano. A Milano, con J. Salinas, ha incontrato il lavoro delle artigiane peruviane. Grammatiche diversissime, caratterizzate però da valori condivisi: il gesto, la competenza, la materia, il dettaglio, la capacità di generare emozione attraverso la bellezza.
«In un mercato nel quale prodotti, immagini e linguaggi circolano alla stessa velocità ovunque, l’identità diventa un vantaggio competitivo. La forza di NOUBA è stata quella di non aver attenuato la propria italianità per parlare al mondo, ma di averla resa comprensibile, contemporanea e rilevante per culture differenti. E anche qui la nostra storia ci insegna qualcosa: NOUBA nasce dall’incontro con un’altra cultura. Oggi continua a farlo”.
Da queste premesse nasce anche la visione di NOUBA della specificità: da intendersi non come un ostacolo alla globalizzazione, ma come la condizione per essere rilevanti globalmente.
NOUBA E L’ITALIAN ARTISTRY
NOUBA nasce in Italia, crocevia di molte civiltà europee e culla dell’Umanesimo e del Rinascimento, movimenti che hanno rivoluzionato la storia ponendo al centro l’essere umano. Una lezione che il brand ha fatto sua, ben rappresentata dal concetto di “Italian Artistry”.
«Il make-up è forse una delle arti più eclettiche del nostro tempo: prende il colore dalla pittura, i volumi dalla scultura, la materia e l’innovazione dalla ricerca, i codici dalla moda. Ma la sua tela rimane sempre la persona. Ed è proprio qui che collochiamo la nostra idea di Italian Artistry: nell’incontro tra competenza e sensibilità, tra rigore formulativo e creatività, ma sempre con la persona al centro. Per questo, se dovessi raccontare che cosa si cela dietro il concetto di Italian Artistry, sceglierei tre parole: competenza, sensibilità e trasformazione. Competenza, perché la creatività senza sapere rimane intuizione. Sensibilità, perché bisogna saper osservare e interpretare la persona che abbiamo davanti. Trasformazione, perché creare significa prendere ciò che abbiamo ricevuto — cultura, sapere, memoria — e farne qualcosa di nuovo. E forse è proprio questo il significato più contemporaneo dell’Italian Artistry per NOUBA: non creare una bellezza alla quale la persona debba conformarsi, ma mettere la competenza e la creatività al servizio della sua possibilità di esprimersi».
Essere italiani, per NOUBA, significa dunque avere radici abbastanza profonde da poter dialogare con il mondo senza perdere la propria identità.

LA SFIDA? TRASFORMARE UNA GRANDE STORIA IN UNA CRESCITA CONTEMPORANEA E SOSTENIBILE
Per il futuro, la CEO, non ha dubbi: la vera grande sfida del brand non sarà quella di essere presente in molti Paesi, ma di essere riconoscibile in ciascuno di essi, restando fedele al proprio DNA, al proprio heritage, alla propria storia, e continuando, nello stesso tempo, a evolvere.
“NOUBA ha già una presenza internazionale importante, in oltre 45 Paesi. Il nostro obiettivo oggi è rafforzarla costruendo una marca ancora più riconoscibile, desiderabile e coerente in tutti i suoi punti di contatto. Questo significa lavorare su più dimensioni: innovazione prodotto, identità, distribuzione, esperienza retail, comunicazione e presenza internazionale. E significa soprattutto essere coerenti”.
Una strada confermata anche dalla scelta di rafforzare il legame con il fashion system: non per ‘semplice’ visibilità, ma per una condivisioni di affinità creative e culturali.
“Dalla Milano Fashion Week a Cannes, fino alla Haute Couture di Parigi, abbiamo scelto collaborazioni nelle quali riconosciamo qualcosa di NOUBA: la cultura della competenza, il valore del gesto, l’attenzione alla materia, la capacità di trasformare creatività e savoir-faire in emozione», conclude Mariangela Pangia.






















