
IL RITORNO DEI PROFUMI GOURMAND
“I profumi gourmand stanno vivendo un forte ritorno di moda, posizionandosi come una delle tendenze olfattive più gettonate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026; una tendenza che ha stravolto la palette dei nasi creatori con l’ingresso di moltissime materie prime che rievocano tutto ciò che è edibile – spiega Malva Moncalvo, farmacista e founder di Malva1979-. Alla base di questo c’è una ragione precisa: la famiglia gourmand stimola la memoria olfattiva associando alle fragranze direttamente uno stato di comfort e sensazioni appaganti, che gratificano chi le indossa trasmettendo un senso di sicurezza, calma e protezione“.
La memoria olfattiva è il legame istantaneo tra un odore e la nostra sfera emotiva. E il potere, in termine di comfort e rassicurazione, dei profumi che rievocano cibi di casa e dolciumi è tale da spingere i nasi di oggi a dar vita a fragranze sempre più complesse e sofisticate, per riportare quasi più un ricordo preciso, piuttosto che un sapore o un gusto.

PERCHE’ PIACCIONO COSÌ TANTO
Prosegue Malva: “Per esempio, Con Happy Birthday della linea Malva 1979, ho pensato esattamente al momento tenero e avvolgente del mio compleanno da bambina, prima di soffiare le candeline sulla torta. Volevo ricreare quell’immagine e quelle sensazioni, e ho visto che il significato che riveste questa fragranza per me ha interpretazioni diametralmente opposte per altri. È questa la forza della memoria olfattiva che, nel tempo, si fa custode di emozioni. È la capacità del nostro cervello di codificare, archiviare e richiamare ricordi ed esperienze attraverso gli odori. A differenza di vista e udito, gli stimoli olfattivi raggiungono direttamente il sistema limbico, che include l’amigdala e l’ippocampo, e questa vicinanza anatomica spiega perché un profumo può evocare un ricordo in modo vivido e istantaneo, spesso prima che la nostra mente razionale riesca a decifrarlo. Tra tutte le memorie sensoriali, quella olfattiva è, inoltre, la più antica, longeva e radicata nella nostra psiche. È in grado di riportarci indietro nel tempo, ed è nata come strumento primordiale di sopravvivenza, per riconoscere il cibo o il pericolo. Oggi, si può dire che si sia evoluta in una bussola emotiva che orienta le nostre relazioni e cerca la chiave per il nostro benessere”.
Ecco spiegato perché i profumi gourmand hanno una presa emotiva senza precedenti: perché agiscono sul senso di gratificazione. In periodi storici complessi come quello attuale, le persone cercano nel profumo una coccola sensoriale, un rifugio rassicurante che gli ricordi l’infanzia o momenti di convivialità. A livello psicologico, note dolci e avvolgenti come la vaniglia stimolano il senso di appagamento e il rilascio di endorfine.
Una sensazione che riviviamo quanto sentiamo un profumo come Happy Birthday, che racchiude quell’istante prima del soffio quando, con gli occhi chiusi, il desiderio prende forma. E subito dopo, mentre tutto resta sospeso tra attesa e incanto, l’aria si satura del profumo di torta appena tagliata, di zucchero, di cera tiepida e di un’eco lieve di fiamma spenta. Una fragranza che riflette la luce interiore dei sentimenti autentici, la felicità di chi si sente accolto e il brivido di un nuovo inizio.
UN PONTE VERSO RICORDI FELICI
Attenzione, però, a non banalizzare il concetto di gourmand, soprattutto nella profumeria di nicchia.
“Nella profumeria di nicchia non bisogna più pensare ai gourmand come ai campioncini che anni fa andavano di moda insieme alle riviste per ragazze allo zucchero filato, o alla caramella, ma a fragranze importanti, inebrianti e al contempo lussuose. Latte di riso, latte di mandorla, matcha, e poi ancora pistacchio tostato, arachidi, rum, nocciola: sono queste le note donano un carattere caldo ma adulto e avvolgente. Essendo la famiglia Gourmand un ponte diretto verso momenti felici e i ricordi rassicuranti in generale, molto di ciò che viene percepito da chi li indossa dipende da cosa si è vissuto, ed è anche la ragione per cui, spesso, o si amano o si detestano le fragranze di questo tipo”.

LA MEMORIA OLFATTIVA
Per comprendere tale concetto, si consideri uno dei modi in cui si forma la memoria olfattiva, quello cosiddetto “per ripetizione”, nonché uno degli esempi più teneri: quando il neonato ha fame e piange, la mamma lo attacca al seno, e lui si tranquillizza. Quel senso di pace e serenità non ci abbandona in età adulta. Il latte materno contiene vanillina, e la maggior parte delle persone che è stata allattata al seno apprezza per tutta la vita i profumi con note di vaniglia, fenomeno che non si riscontra affatto nella stessa misura tra quanti sono stati allattati artificialmente.
“Sono le esperienze sensoriali inconsce, e le sensazioni che determinati odori creano in noi, a costituire la nostra memoria olfattiva e a determinare cosa ci piace indossare, che ne siamo consapevoli o meno – conclude Malva-. Parlando di oggi, inoltre, il momento che stiamo vivendo a livello sociale, all’insegna dell’incertezza e dei cambiamenti repentini, accresce il desiderio delle persone non tanto di scoprire qualcosa di nuovo, ma ritrovare se stesse, la propria identità e sicurezza. A livello di mercato, è un po’ la stessa ragione per cui pratiche come lo yoga, oppure lo slow tourism, o ancora la tendenza a cercare una vita più salutare ed equilibrata tra dieta e palestra stanno prendendo piede. E questo include anche il mondo dei profumi, tanto più la profumeria di nicchia, che ha necessità di reinventarsi ogni volta come l’estensione naturale dei desideri di chi indossa le fragranze. I nasi chiedono rotondità, semplicità e anche un po’ di gusto”.
























